venerdì, gennaio 08, 2016

[fine turno / noir]




















Ora dovreste immaginarvi la neve. Il contrasto tra il dentro e il fuori, il pieno e il vuoto, rumore e silenzio, se capite cosa intendo. La neve insomma. La macchina è parcheggiata fuori da un pezzo e le ruote si vedono appena, c'è quel silenzio sordo e morbido e il solco scavato dal tergicristallo, è perfetto. Ci sono il riflesso rossastro dell'insegna su una pozza ghiacciata, uno che esce aggiustandosi un bavero di pelliccia e quella a fianco che ride, tra poco scoperanno sul sedile posteriore e sapranno di vino e tabacco mentre i vetri copriranno di bianco il resto. Poi, un copertone che scivola sulla neve sporca, una civetta che ruota la testa verso una preda ignara con gli occhi rovesciati per mezzo secondo, il mezzo secondo prima che decida di sbattere le ali, un topo non è al sicuro ma non lo sa, non lo sanno mai. Penso a tutti quelli che ti infilano banconote negli slip mentre ondeggi i fianchi come un’altalena, al ghiaccio che scivola nei bicchieri, allo scricchiolio delle penne sulla carta per le ordinazioni, alla puzza di sudore, al fumo e al rumore assordante dei bassi. Loro ti toccano, questo è un dentro. La cosa fredda è nel vano porta oggetti insieme all’assicurazione scaduta e a una penna che non scrive. La prendo e aspetto. Che rumore fa un senso di colpa? Click o bang, click o bang. Giro il tamburo e aspetto. Aspetto finché non esci. Click o bang. Ora dovreste immaginarvi la neve, però.

4 Comments:

Blogger amanda said...

Asp!

3:16 PM  
Blogger hobbs said...

Gasp!

12:09 PM  
Blogger L'omino con la chitarra said...

... bello anche questo... devo tornare quando ho più tempo... intanto complimenti...

12:35 PM  
Blogger Hobbs said...

L'omino: grazie ancora :)

9:23 AM  

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