lunedì, settembre 07, 2015

[uést / post in lingua originale]



















E alla fine si decise che il caballo lo dovevo sparare io. Una volta azzoppati - si disse mentre lisciamoci i baffi - il cavallo v'ha morto, anzi ha muerto, come diceva il Sances (pron. sanchez). Allorché, trassi medesimo dalla fondina la colt impolverata di cavalleria e giubba rossa e pressi il grilletto nel vetro nero dello sfiancato animale. lo snervo cessò, e la mosca dalla sua coscia venne a rompere lo cazzo sul mio naso. Ora, portare il bestiame furtato fino alla California diventava un problema. Quattro uomini dediti al criminale e alla scabbia, con tre ronzini soltanto. Così, Ci sfidassimo a duello, anzi a un quadrello, nel cimitero di El Paso (pron. el paso) anche se a me veritatamente sembrava Viterbo, vicino alla tomba di Arc Stenton (pron. arch stanton). Ma io fossi orbo da un occhio, e per questo mi chiamassero "il monco" (pron. il monco) e quindi non farei testo. Moreno Vastalla detto Er Vaccaro, aspettatte che la musica di Morricone si abbassatte di volume dal voxson furtato della sua Ford Capri, e intonasse col suo canne mozze "quando l'uomo con il fucile incontra uno con la pistola, l'uomo con la pistola è un uomo mort......" e io gli perforassi la fronte con un piombo. Sances e Proietti rimanettero di sanpietrino. Ero di fatto la pistolata più veloce del uést (pron. west) e dell'etruria tutta. Ripartissimo alla volta di orte, più vicina della california, e piena zeppa di ricettatori, tra l'altro.

Il Messicano avette l'alito di un morto. Questo non gli impeditte di possedere un cospicuoso numero di bagasce. La più bella fosse Barbara, che noi per comoditezza chiameremio Barba, anche perchè nel vecio uèst, le fimmine non fossero avvezze allo uso del depilatorio. Mangiassimo carne di mucca essiccata e bevemmo rum (pron. rhum) intorno al fuoco, e il Messicano fece un buon prezzo per le vacche rubate e senza targa. "Avete cancellato il numero di serie?" "non dubitasse, con le mie stesse mano" "entro dimano, saranno a pezzi in tutto il uèst" Barba prese a farmi piedino sotto il tavolame, un piedino nero di polvere, drento scarpine rosa. "allora, facciamo cinquemilo pesetas?" "al cambio quanto farette?" "molto" "affare fatto". Proietti e Sances si serrareno in due stanze sopra il salun (pron. saloon) con Morena e Pablo, ubriachi fradici di Uischi (pron. whiskey) e Sambuca Molinari. Io mi accampatti in una piccola radura vicinante al caballo e di guardia al vaccame, con la capoccia sulla sella a rimirar le stelle dell'ovest stavetti.

Barba si infilatte sotto la coperta del mio giaciglio medesimo, mentre contassi la pecora numero sessanta. Profumasse Barba, di lavanda e capretto del sud. Movette le mani con grande espertismo fino al nodo della questione. "è vero allora quello che si dice di voi cau boi (pron. cowboy)" " e che si dice?" " che avrette lo aggeggio come la canna di un fucile" "ah, si, l'ho sentito anche io, ma ora smettetela di allisciare il mio uincester (pron. winchester) che ci ho da fare la guardia" la pelle morbida e le cosce spinose facettero il resto. "allora è verità quello che si ascolta su voi bagasce" "ovvero?" "che non portate la mutanda" "e a che serveno?" risò. Mentre ansimavo come un coiote (pron. coyote), mi sbavasse nell'orecchio cotante parole "avessimo ancora tutta la notte per fuggiascare con i soldi e il vaccame, saremio ricchi, il confino è a cinquanta miglia, se passassero la marana, è fatta". Ai tre rintocchi del campanilismo, ero già un traditore fuggiasco, con tre pistoleros ai calgagni, e una bagascia con mandria al seguito.

Era ormai l'albeggio, e il confine fosse ad un passo, il suono della marana lo confermitava. Scendemio dai caballos per l'abbeveraggio dei poveri besti. Barba mi fissava innamorante e dicette "ormai è fatta Gessi (pron. jessie)". la voce del Messicano tuonizzò da dietro la rupe della morte, e in quel momento medesimo, capacitassi me di due cose distinte. La primera, che Barba portava sfiga, la secondera, che ora fossero cazzi. "Geims! (pron. james), nessuno fregatte il Messicano, non nella provincia di Viterbo " Proietti e Sances ridevano armati fino ai denti gialli. Io rumorai con gli speroni, al messicano colasse sudore dalla fronte e tirasse fuori il carillon con il "valzer del moscerino" e caricattelo a molla. "Quando la musica finitte, sparassimo" al quintesimo ullallà, pressi il grilletto, il petto del messicano si fecesse rosso vivo, Sances sparò a Proietti in mezzo alle palle e io piombai Sances come una quaglia ripiena nello mezzo secondo che avanzatte. E professsai il verbo "quando un uomo con la pistola, incontra tre uomini più lenti, i tre uomini lenti sono morti" Scendesse un silenzio tombale, e Mi perplessi nel caldo vento dell'alba "cos'hai Gessi?" "niente pupa, non mi tornassero i conti" e in effetivamentità, i colpi sparorti fossero quattro, e i moribondi tre. Lo stibalos si fecero pesanti, li speroni rotellarono al vento, e cadetti in ginocchioni sputando salsa di pummarola del uèst. Avetti un buco in mezzo al petto, appena di fianco al medaglio di Santa Crus (pron. santa cruz), proprio sulla scritta della canotta "Mobilificio Fratelli Crapanzano, CZ". allo zoccolare del caballo guardai Barba montare vaccame e dinaro sulla chiatta e passare il confine nella marana. Voletti chiedere "perché," ma i cau boi non dimandeno, e poi Barba, comunque dicette con l'eco "quando un uomo con il fucile incontra una donna senza mutanda, l'uomo con il fucile è un uomo morto".

3 Comments:

Blogger amanda said...

S T R E P I T O S O!

8:41 AM  
Anonymous e.l.e.n.a. said...

è la dura legge del uest, dicheno ...

proverbio indiano: a orte o si parte o si trova la morte.

11:12 AM  
Anonymous aitan said...

Me gusta mucho, very much, è gustosissimo assai.

9:16 AM  

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