lunedì, luglio 16, 2012

nowhereland hotel

















Edward Hopper

La marea si era mangiata tutta la spiaggia, La scala per l'approdo delle piccole barche era scomparsa, le sdraio e gli ombrelloni bianchi e blu galleggiavano in poche pozze di schiuma poco oltre il cordone della spiaggia privata. Era cambiato tutto, in una manciata di ore, adesso, era completamente un'altro posto.

L'aveva trovata li, guardava verso l'albergo, persa chissà dove, senza una bussola. Diceva che aspettava il figlio, che gli voleva bene, ma che lui faceva sempre così. "Si dimenticano di noi, i figli. Sono fatti così. La gioventù è un luogo che divora tutto, in fretta. Come questa marea. Lei ha figli?" non ne aveva, e non poteva averne. 

"Venga, prendiamoci qualcosa di caldo, lo troveremo suo figlio" l'aveva fatta accomodare in un piccolo tavolo che dalla vetrata dell'albergo guardava verso la costa. Poi aveva ordinato del caffè d'orzo e una fetta di torta di mele. La cameriera aveva sorriso appena, frusciando nella divisa blu. "adoro, il caffè d'orzo con la torta di mele" disse. 

Aveva avuto l'istinto di sistemarle i capelli, tenuti da una spilla a forma di salamandra. Ma si trattenne, girando ancora un poco il cucchiaino nella tazzina del caffè. Lei guardava fuori, aspettando. Non aveva ancora toccato il caffè d'orzo, e si torturava le mani macchiate dal tempo, stringendo una piccola scatola incisa di osso bianco. "è una bella scatola, posso?" gliela aveva lasciata prendere senza opporre resistenza. "ci tengo le mie pillole, se non prendo le mie pillole mi succede qualcosa che non ricordo, qualcosa di orribile

Aveva preso dalla scatola l'unica pillola rimasta. Sembrava una di quelle caramelle alla frutta che vendono nelle farmacie. "Crede che dovrebbe prendere questa? Ne è rimasta una..." lo aveva guardato increspata da una domanda, poi la ingoiò con un piccolo sorso. "Mio figlio, mio figlio dov'è?" Arriverà a momenti signora, ne sono certo, beva con calma il suo caffè, ora"

In bagno si lavò le mani e si bagnò un poco i capelli prima di pettinarli. Dalla piccola porta a vetri la vedeva mangiare piccoli pezzi di torta di mele che spezzava con le mani, guardando fuori, in attesa. Si asciugò ed uscì aggiustandosi la camicia nei pantaloni. Lei si pulì alcune briciole dalla camicia e poi voltandosi gli sorrise come non aveva fatto mai, quella mattina "eccoti, ma dove sei stato?..." "ero qui, mi stavo lavando le mani, mamma" e le sistemò i capelli con una carezza. 

La vecchiaia è un luogo che divora tutto, in fretta. Come certe maree.


19 Comments:

Blogger amanda said...

da figlia di genitori anziani, un lacrima me l'hai rubata

9:24 AM  
Blogger hobbs said...

a luglio mi intenerisco...

9:35 AM  
Blogger amanda said...

faccio notare che era di luglio pure il precedente ;)

10:26 AM  
Blogger hobbs said...

l'ho scritto a capodanno, giuro... :)

10:40 AM  
Blogger Mrs Quentin Tarantella said...

Commovente e delicato (assai)

12:53 PM  
Anonymous e.l.e.n.a. said...

luglio è il più crudele dei mesi ... altro che aprile ...

senza riferimento al quadro di hopper, ma da alcuni passaggi, mi pareva di scorgere attorno alle persone un paesaggio atlantico, tipo nord della francia.

3:54 PM  
Anonymous Anonimo said...

ah...il mio amico dennis!

sai già quel che penso e che provo:
un piccolo capolavoro.

ermione

5:01 PM  
Blogger hobbs said...

quentin: non sono sempre "truculento" allora, come diresti tu.. :)

11:32 AM  
Blogger hobbs said...

elena: si, sarebbe un luogo perfetto, elena...

11:33 AM  
Blogger hobbs said...

ermione: e senza editor! :)

11:33 AM  
OpenID ioviracconto said...

Hai scritto, magnificamente, quel che Hemingway chiamava un'onesta osservazione dell'esistenza.
Complimenti.

9:36 AM  
Blogger Mrs Quentin Tarantella said...

Hobbs vero, "truculento" te l'ho detto molte volte...è che sai bene come incassi a fatica le tue atmosfere gelide di certevolte, sarà che il gelo lo temo e avrei bisogno di calore che non c'è (perfino a 35gradi all'ombra della madunnina)

Intenso con delicatezza...(bello, bello, bello)
:-)

1:01 PM  
Blogger Lila said...

"La vecchiaia divora tutto", anche pillole per restarsi indietro, a volte. Perchè non si può aspettare più tanto a lungo.

Bello.

1:53 PM  
Blogger hobbs said...

ioviracconto: Grazie, mi piace molto Hemingway.

2:44 PM  
Blogger hobbs said...

Quentin: grazie grazie grazie :)

2:45 PM  
Blogger hobbs said...

lila: tic, tac...

2:45 PM  
Blogger albafucens said...

Incantevole, delizioso, armonioso, è bellissimo~issimo~issimo, ma quanto mi piace? tantissimo.

Un racconto che coinvolge ed emoziona, ma non solo... è che uno lo legge e ci si accoccola proprio dentro :) se ne lascia abbracciare, riscaldare, trasportare.

Hai un grande dono quando scrivi Hobbs, le parole prendono vita e pulsano, respirano, cantano, danzano, sussurrano sottovoce, "esprimono, non smettere mai di scrivere.

10:46 AM  
Blogger hobbs said...

Non smetterò, prometto. conviene a tutti, peraltro. Ogni volta che mi alzo dalla tastiera, succedono solo disastri... :)

3:57 PM  
Blogger albafucens said...

giurin giurella?? ^ __ ^

beh rispetto a me sei un pezzo avanti allora, io i disastri li combino anche alla tastiera

11:41 AM  

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