giovedì, luglio 12, 2012

non guardarmi


























Jenny saville

 "Non guardarmi, non così"  poi, lo aveva chiuso insieme al buio in una scatola con dei buchi sul coperchio. Si era ricordato così, di quella volta. Del passero e di suo fratello Paolo, e che in mezzo ai respiri delle ciacle ne aveva trovato uno caduto dal nido. Lo gurdava da dietro un sasso con due punte di spillo per occhi. "Lo portiamo a casa?" Paolo aveva riso, gli aveva carezzato la testa con la punta di un dito, e po, lo aveva stretto nel pugno fino a farlo morire.
Ha un ricciolo di ovatta poco sopra la fronte, e mi viene di poggiarci la mano, posando prima il coltello sul piano di marmo. Ho sperato che abbassasse lo sguardo, niente. Eppure, un attimo fa, sono sicuro di averlo sentito belare. Il fatto è che tutto quello che resta negli occhi di chi se ne va, l'ultimo istante, è una mattanza. Mi sposto un poco, guardo la vernice rossa colargli sulla fronte, sul naso. Mi metto una mano davanti alla bocca. Buona pasqua.
Avevano cercato Paolo tutta la notte, con delle torce. C'erano i carabinieri, e anche i vigili del fuoco. Ne aveva parlato anche la radio. A casa aveva detto che erano scivolati in un dirupo cercando un tesoro. E che lui aveva battuto la testa. Ma non riusciva a ricordarsi dove.
Portare una bestia sulle spalle, è come caricarsi un morto. Quell'odore non va più via, è scritto nelle facce degli altri ad ogni saluto, nelle docce con cui mi graffio di dosso qualcosa che non si vede. Si sente, però. Ecco, è così: portare una bestia dentro, è come Portare un morto sulle spalle, adesso fila il discorso. "Tu non guardarmi ti ho detto. Non così"  
Il sasso cade a terra, e poi rotola. E si accorse che tra le gambe era successo qualcosa. Poi aveva visto Paolo scivolare in ginocchio, aveva fatto uno strano verso con la gola e lo aveva fissato a lungo , ma senza domande. "Non mi guardare, non così" e poi ,Paolo, era rimasto arruffato vicino al passero. Lo aveva trascinato fino al ciglio del dirupo, e lo aveva spinto giù. Le cose morte pesano troppo.Troppo per meritarsi di vivere. "Nessuno vola di mercoledì" si disse un attimo prima di scappare verso casa, con il fardello di piume nel palmo della mano.
La nausea è fango scuro. Mi piego in due poggiando le mani alla ceramica bianca del cesso. Guardo colare il petrolio in mezzo alle gambe, mi sporco le scarpe. La lampadina del bagno dondola, due righe di sale sulla faccia, il neon danza come sa, la signora Quattrocchi da dietro il bancone chiede con un grammofono se c'è nessuno, e nessuno risponde. La signora Quattrocchi, fissa non ricambiata lo spezzatino di ieri. Io vomito ancora. La signora quattrocchi se ne va. "Non guardarmi, non così" ti volto verso il muro e mi tolgo il camice. Giro il cartello sulla porta a vetri. Torno Subito.

7 Comments:

Blogger amanda said...

Hobbs sono passata e ripassata, l'ho letto, mi ha fatto male, l'ho riletto e continua a farmene,
ma quanto complicato sei?

2:16 PM  
Blogger Mrs Quentin Tarantella said...

Non è mai facile leggerti e alle volte quando vedo nell'elenco blog che sei posizionato in alto e capisco che ci sei "di nuovo" ci scivolo sopra, non è il momento. Tu colpisci negli angoli bui, soffi gelo e provochi reazioni salate...
Ma torno sempre (prima o poi) ...

Mrs QT

9:49 AM  
Blogger hobbs said...

amanda: meno di quanto sembra, giuro... :)

9:34 AM  
Blogger hobbs said...

Quentin: sappiamo che ci sei...

9:34 AM  
Blogger albafucens said...

Leggerti è sempre emozionante ed evocativo, bello ma è anche un pezzo assai toccante e "forte" in tutti i suoi significati.

Parole che fremono e sussultano, scricchiolano e gemono un po' sulla carta, che si ripercuotono dentro come un eco e quel vomitare, svuotare... alla fine, sa un po' di liberazione forse.

"Non guardarmi, non così"
un titolo molto significativo che racchiude già da solo, in sé, una storia che narra, rievoca, illustra... "non guardarmi, non così" osservami, percepiscimi invece, riconoscimi e indovinami anche un po'.

10:31 AM  
Blogger hobbs said...

Alba,

Questo pezzo ha un'importanza che va ben oltre il senso delle sue parole...

un giorno ti racconterò.

3:59 PM  
Blogger albafucens said...

si percepisce che è un pezzo molto sentito, attendo allora, amo stare ad ascoltare, sentire raccontare.

11:43 AM  

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