venerdì, gennaio 21, 2011

l'albero della cuccagna


Pieter Bruegel "Wedding dance"

penzolare con i piedi nel vento sarebbe niente, se non fosse che potete vedermi il culo, da li. il barattolo di lucciole e miele nelle mani del ragazzino basta e avanza a mostrare quello che resta del giorno e di me. sul ramo accanto c'è un angelo che ride con un armatura d'acciughe lucide. non si fa il segno della croce e racconta storie oscene. nella giostra di cristi curiosi, danzano sghembi uno stolto con la bocca di mela candita, un bambina che inghiotte un pettirosso tenuto per la zampa con un filo di canapa, una cagna da strada che mi mostra la fica in mezzo alla polvere. l'uomo alla sua schiena sputa tabacco e la trascina in mezzo alle ginestre tenendola per la coda. sento tintinnare l'avorio delle risate e la povertà dei denti d'oro, i grilli fanno il resto. tu, hai al collo una pietra che non ti appartiene, da quassù sembri una sposa bambina che fa il girotondo. ma lo sai bene tu, tu che ami i tarocchi e gli azzardi più delle tue cosce, che una promessa non mantenuta è un figlio sbagliato. allo spettacolo d'arte varia di un uomo che fa l'altalena rispondi sincera con una lametta poco sotto la lingua, nei baci, bestemmiati come domande. l'amore è un morso di vino rosso, il vino è cattiva memoria. ed è per questo che mi innamorerò di te, ogni volta che tornerai. perché non ti riconoscerò.

"inutile affannarsi a cercare tra i fogli. nessuno ti scriverà mai qualcosa di così bello"

18 Comments:

Anonymous rita said...

Nessun bisogno d'affannarsi, qui, tra i tuoi fogli, hobbs. Ché regna un ex-aequo del bello che scagiona dall'ansia di cercarne di più.
Qui dentro m'aspetta sempre, inevitabilmente, un senso di casa. Ma una selvaggia abbarbicata a un albero con l'odore appiccicoso di resina e l'allarme eternamente acceso di un canto d'usignolo roco di vita, maturo e adulto sopra le zampe fragilissime di un colibrì bambino.

10:09 PM  
Blogger hobbs said...

Rita: e so bene, si, che abbiamo conosciuto e visto cose con gli stessi occhi. per questo ci riconosciamo...

11:21 AM  
Anonymous freesia said...

quando ti leggo così è come essere violentemente trasportati in un'atmosfera onirica e amara.
sento una folata di sabbia in faccia e la gola arida. sento tremila spilli che ballano sulla pelle e nello stomaco.
e io ho perso questa abitudine favolosa del leggere e ancor più mi perdo certe fantastiche immagini.
perdona l'assenza.

3:04 PM  
Blogger hobbs said...

freesia: grazie di cuore. tu ci sei sempre, soprattutto altrove. che forse, è la cosa più importante...

comunque, bentornata **

3:11 PM  
Anonymous stillpoint said...

"l'avorio delle risate e la povertà dei denti d'oro" non è onirico e amaro, è maledettamente incarnato e reale. però quel che ha scritto freesia è altrettanto bello e onirico e amaro. bravi.

12:12 PM  
Blogger hobbs said...

stillpoint: è che anche nei sogni, in quello strano universo ovattato sappiamo cogliere suoni e colori che altrove sfuggono, singole voci, dettagli. A volte basta seguire il flusso delle parole, altre pare che siano loro a seguire noi...

bentornato anche a te, caro.

1:41 PM  
Anonymous Anonimo said...

davvero bella...di quelle tue che amo particolarmente...;)

Alpan

4:01 PM  
Blogger hobbs said...

alpan: bellissima, se ti ha costretto a tornare da queste parti... :)

11:54 PM  
Blogger Lila said...

l'hanno già detto, che è bellissima..
in più, penso che mi piacerebbe innamorarmi ogni volta...
mi piacerebbe innamorarmi ancora una volta. COme una volta.

Con un sorriso allegro
buona giornata!

5:39 AM  
Blogger hobbs said...

lila: si, con il tempo (o l'età?) sembrano cambiare i parametri dell'innamoramento. gli adulti dimenticano di essere stati bambini, perdendo il senso del gioco, l'anima ludica. e l'amore è un gioco, penso.

10:39 AM  
Anonymous aitan said...

l'amore è un gioco, e la via è un gioco, che dura troppo poco, penso io

4:44 PM  
Blogger hobbs said...

aitan: dura niente, cazzo. e per amare ci vuole il suo tempo...

5:12 PM  
Blogger Lila said...

posso?
l'amore, quando si ama (almeno a me così è parso) è davvero infinito. E' il paradosso di Zenone.
Dura talmente tanto, che quando finisce la vicinanza fisica, tangibile, stiamo male; e cerchiamo, a volte vanamente, di trovarlo ancora. Perchè il tempo, si sa, ci inganna sempre. Ma non ci vuole tempo, per amare. Vi vorrebbe, di amare tutt il tempo...

mah. oggi sono un po' sbronza di felicità varie..
'notte

9:55 PM  
Blogger hobbs said...

lila: sembri talmente entusiasta e serena, che non me lo sogno nemmeno di controbattere in qualche modo. mi siedo qui e mi godo il tuo paradosso di Zenone... luce riflessa, sai com'è :)

ci piaci anche ebbra, si sappia.
Bacio.

12:00 AM  
Blogger Lila said...

:)
un abbraccio!

6:50 AM  
Anonymous rita said...

ma dove siete finiti tutti?...

8:43 PM  
Blogger Alessandro said...

rita: hai ragione, sto scrivendo per il commissario tozzi sai..., ma ho pochissimo tempo in questi giorni, vado a rilento... ma ci sono, ci sono, non mollo... :)

11:23 PM  
Anonymous rita said...

meno male! Letteralmente: c'è sempre meno male quando in giro ci sono cari amici.

12:03 AM  

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