giovedì, febbraio 21, 2008

giardino di ferro


Eugene Smith

La luna è un unghia, la notte un pezzo di carta vetrata . Le stelle invece non le vedo, ho due cocci di vetro poggiati sul naso, buoni per cercare il nemico, non per guardarsi le spalle. Il ragazzo di Napoli con la faccia da bambino mi ha chiesto di portare una lettera in bocca, di tornare a casa. E ieri, è un cane senza coda che piscia sulla mia quercia. Ci penso sempre, un tempo, ho avuto un granaio che voleva essere pane, e una rosa che tradiva. Poi ho conosciuto un cipresso che non voleva essere bara di sconosciuti, un carciofo giudìo che voleva essere fiore in un occhiello, una quercia convinta di essere il pesco di Napoleone e una zolla che guardava tutti dall'alto in basso. Voglio solo tornare a mettere trappole per conigli di pezza, toccare il culo alle donne per la strada e poi chiedere il prezzo, e voglio pure accecare i passanti con gli specchietti per le allodole. Vorrei un caffè. Il ragazzo di Napoli si muove a scatti sul suo tamburo di latta. Tengo la sua lettera in bocca, come un cane. Ho un avancarica col calcio in legno poggiata alla spalla destra, pronta a sperare. L'infermiera fruga sotto le lenzuola, tra le mie gambe ferme, sorride sotto la croce nel berretto. Io, non sento più niente.

14 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Voler tornare a mettere trappole per conigli di pezza...
ed accecare i passanti con gli specchietti per le allodole...
ma trovarsi a guardare gli occhi dell'infermiera senza guardare
e con un'avancarica pronta a sperare....
molto bello...ed intenso....;)

Alpan

3:35 PM  
Blogger e.l.e.n.a. said...

questa notte, alle 3.45 circa, la luna era un'unghia davvero.
laccata di rosso bruno e con la french manicure.

il granaio che voleva essere pane è un'immagine calda e generosa.

6:38 PM  
Anonymous Anonimo said...

quando non si sente più niente, per un pò c'è solo il passato..

amoilmare

10:52 AM  
Blogger hobbs said...

alpan: non so, potremmo dibbattere io e lei sul "vedere" e "guardare"? ci ho pensato assai dopo averlo scritto. e pure un po prima. come spesso capita nei miei post, c'è un vedere altro davanti a realtà inaccettabili. Ma è un astrazione che non salva, cazzo.

elena: ne avevo scritte altre, e poi, sembrava una fiaba sghemba.

amoilmare: hai visto "il mare dentro"?

12:11 PM  
Anonymous Anonimo said...

solo una delle scene finali, e mi è venuto da piangere.. non l'ho ancora voluto vedere per ragioni personali, ma lo farò, presto spero.

amoilmare

12:36 PM  
Blogger hobbs said...

amoilmare: allora mi dirai...

12:39 PM  
Anonymous Anonimo said...

vorrei non sentire niente. essere un albero.
niente, magari non c'entra niente. ma qualche volta invidio le betulle.

e questa cosa che hai scritto è silenziosa.

amelia

5:23 PM  
Blogger hobbs said...

amelia: è sorda...

4:47 PM  
Anonymous Anonimo said...

di una tristezza visceralmente intensa...
Niobe

2:47 PM  
Blogger hobbs said...

bentornata nio..

3:13 PM  
Anonymous Anonimo said...

grazie :), cmq l'immagine mi inquieta... da morire
Sempre Niobe

6:08 PM  
Blogger hobbs said...

nio: lo è, come credo lo sia il pezzo a suo modo. quella foto è una "tensione". Nel movimento, nella sospensione dei gesti, e in quello che rappresenta. Lui, è uno dei più grandi fotografi e fotoreporter di tutti i tempi.

ps:
http://www.fotolibri.it/fotografia/il-senso-dell-ombra.html

12:24 AM  
Anonymous rita said...

Vorrei essere il culo della donna cui le parole tue accarezzano il culo per la via, senza esigere prezzo

1:34 PM  
Blogger hobbs said...

rita: rita, questo commento è la prima riga di quello spartito...

grazie, davvero.

10:50 PM  

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