sabato, marzo 31, 2007

casa rossa


Red nose studio

sogna di porte che si aprono e più spesso si chiudono. Camilla sogna la casa rossa, abitata da altri, e gli altri hanno spostato i mobili, e c'è un altra luce, stenta a riconoscerla eppure è lei. Al tavolo della cucina c'è seduta una famiglia, mangiano teste di pesce e la guardano obliqui, un bambino grasso gliene offre una, lei fa di no con la testa e si volta. Sua nonna è fuori, e le chiede perché non le fanno entrare, allora, con la voce che trema deve spiegarle, mentre le pettina i capelli, che quella non è più casa loro, ma che hanno i ricordi, e che niente non è più nostro, almeno finché non ce ne dimentichiamo. Poi, sotto un pezzo di cotto scheggiato, trova un vecchio giocattolo di latta, sembra suo, somiglia a qualcosa di suo. Ha una chiave, la gira tre volte, e il giocattolo di latta in una danza da orologeria parla una musica straniera, note che conosce, nel tempo perfetto di una capriola, di aste e bilancieri. E allora, piange, come solo nei sogni si può piangere, senza lacrime.

19 Comments:

Anonymous Serena said...

E quanti sogni vissuti e quanta vita sognata, in quel giocattolo di latta rimasto a lungo fermo, che riapre la chiave della malinconia...

Serena

7:11 PM  
Anonymous fotoreportress said...

Evoca sogni di rimpatri degli esiliati di guerra, bello, e lo sguardo della pupazza è una malinconia che ci sta dentro.

10:57 PM  
Anonymous sgnapis said...

Mi ha strappato il cuore.
Io spero che tu non abbia lo stesso animo di ciò che hai scritto. Bellissimo ma di una tristezza...Buona domenica:)

11:55 AM  
Anonymous amelia said...

quando le nonne ti sciolgono i nodi, gli occhi vedono di più. e rientrano nelle case rosse.

1:33 PM  
Anonymous Anonimo said...

che tenerezza
Smoking

10:32 PM  
Anonymous Anonimo said...

i giocattoli si guastano sempre
quando me ne accorgo li lancio con violenza contro il muro
se deve esser rotto, che rotto sia

free

8:12 AM  
Anonymous dessd said...

triste e tenero...eeeehhhhh

1:18 PM  
Anonymous blualessandro said...

Ma sai che tempo fa non mi faceva postare commenti il tuo blog???

2:21 PM  
Anonymous Anonimo said...

bellissimo, ma questa non è una novità...
baci
Niobe

ps: riesci a farmi venire i brividi lungo la schiena, non so se ti fa piacere saperlo, ma trasmetti tante emozioni.

4:47 PM  
Blogger hobbs said...

serena: lo sogno così spesso, come camilla.

fotoreportress: pensavo, che anche chi ha avuto la fortuna di tornare, forse, non è mai più tornato a casa comunque.

svirgola: è un po doloroso in effetti, ma è solamente figlio, o figlia, di un sogno ricorrente.

amelia: mi è sempre sembrato un gesto talmente intimo e rassicurante, c'è la carezza ed il prendersi cura dell'altro, come un abbraccio.

smokingpermitted: arrivi sempre come una sorpresa tu, bello.

free: mi piacciono molto, soprattutto quelli d'epoca, di latta o di legno anche, mi sembra di sentirne la storia dietro, e i ricordi.

dessd: come un nodo in gola...

blualessandro: eh, lo so, il blog aveva la dissenteria.

niobe: grazie, :)
p.s.
secondo me dipende dal fatto che so montare i mobili di ikea...:)

5:29 PM  
Anonymous Anonimo said...

Altro che moschettiera... te porto il Troll in gonnella che conosciamo ....grrrr
Niobe

9:13 PM  
Anonymous amelia said...

certe pettinate ti abbracciano molto a lungo.
con cura, sempre.
devo scriverti. è un'ugenza, tipo codice rosso.

11:14 AM  
Anonymous freesia said...

ecco. che una viene qui e si trova un pezzo della sua storia recentissima, fotografato qui. tu sei pazzesco. e non riesco a non stupirmi, ogni volta.
ti riempio di baci.

p.s. vieni a casa mia, che c'ho un botto di mobili ikea che t'aspettano. :)

niente non è più nostro, almeno finché non ce ne dimentichiamo: da morirne.

2:18 PM  
Blogger hobbs said...

niobe: ho fatto l'antitetanica, spero che basti...

amelia: scrivimi quando vuoi :)

freesia: grazie, e io che mi stavo arrovellando per cambiare lavoro...

2:46 PM  
Anonymous didola said...

niente non è più nostro, almeno finché non ce ne dimentichiamo.
perciò i ricordi sono importanti :-)
ed io mi ricordo si mi ricordo

5:32 PM  
Anonymous Anonimo said...

non basta...fidati
Niobe

6:15 PM  
Blogger daniela said...

Oggi ho pettinato i capelli a mia nonna, dopo aver letto questo post.
E se niente è più nostro, almeno finchè non ce ne dimentichiamo, sono la persona più ricca del mondo.
Grazie Hobbs per queste parole.

6:50 PM  
Blogger hobbs said...

didola: ricordare è un lavoro, duro.

niobe: c'è vo anitra w.c.

daniela: grazie a voi per le vostre.

11:15 AM  
Anonymous albafucens said...

Le case che abitiamo sono testimoni~ spettatrici, silenziose e premurose della vita che vi pulsa e scorre all'interno, a loro volta forse un po' ci abitano, trovano posto in noi e vi dimorano, perlomeno fino a quando come giustamente dici... non recidiamo il cordone ombelicale dei ricordi che ci lega loro,

... e non ce ne dimentichiamo.

... e se a volte vengono a trovarci nei sogni è per non essere dimenticate.

E, non so... ma mi piace immaginare che anche loro conservino sotto gli strati di vernice che si stratificano nel tempo, sotto ai pavimenti che di volta in volta vengono rinnovati, racchiuse nei muri che hanno assorbito gli odori, rumori, sospiri, grida e così via,
l'essenza, la memoria di chi le ha vissute,

"Ogni casa ha una sua musica, sta nelle pareti che trattengono le parole, il tono delle voci, le grida, il silenzio, i fiati"
~ Marco Lodoli ~

è un bellissimo racconto

8:31 PM  

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