sabato, gennaio 27, 2007

la leggenda di luca calante



giornata della memoria.

24 Aprile 1945.
Il tenente con la bestemmia sul berretto, zuppo di pioggia nera, aveva detto piano “Dieci di voi per ognuno di noi” poi aveva sorriso dai lati della bocca che piegavano in basso, come i vigliacchi. Il prete, lo aveva guardato in faccia e poi aveva chiesto “Lei crede in Dio?” “Certamente” rispose con la bocca che sapeva di morte. Il Prete si fece il segno della croce e poi gli sputò in faccia. Fu il primo a morire inginocchiato nel fango, senza pregare, perché non ce ne era il tempo, il tempo di un buco, un buco nella testa. La testa continuò a fissarlo negli occhi,il tenente la tirò via con un calcio e rise, con quella faccia da iena, con quella risata da iena, poi ,raggiunse il suo branco e li annusò uno per uno. Li radunarono tutti nella piazza del paese, il campanile piegava a destra e la pietra veniva giù insieme all’acqua nera. Il tenente con la faccia da iena annusò l’aria e leccò via alcune gocce dalla falda del berretto. “La sente la paura?” chiese al terzo della fila che la paura l’aveva già ucciso e stava in piedi solo perché era stretto tra le spalle degli altri, negli occhi, un attimo prima, qualcuno giurò di aver visto un campo di grano e una fetta di pane e zucchero. “E’ questa puzza la paura, ed io non posso farne a meno, vivo per questo.” Qualcuno si teneva per mano, qualcuno piangeva, un uomo era perfino svenuto mischiando l’orina alla pioggia e sussurrando “Mamma” perché quando sai che stai per morire chiami tua madre. L’avorio dei denti gialli tintinnava nelle risate sporche, cinquanta vite senza vita, solo respiro. I colpi arrivarono a poca distanza l’uno dall’altro, le bocche nel fango, sulle scarpe, le braccia dietro la schiena. Pochi minuti poca terra, il tempo che serve a morire e quello per scavare. “Chi piange adesso?” pensò la iena col berretto uncinato tirandosi via le zecche con i canini. Era un pianto dalla gola, nella terra, vibrava nello stomaco fino all’inguine, fino a farti piegare le gambe. “Chi piange? Chi ha paura, Chi?” sibilò con la lingua tra i denti. Dal cumulo di corpi, dalle orbite vuote, dalla dignità violata tra le gambe, arrivava un pianto, un pianto come un grido. La iena lo vide uscire dal groviglio di viscere, era ancora li, tra le gambe di Marta, la puttana del paese, un bambino, la vita e la morte annodate allo stesso cordone. Lo tirò su leggero come un respiro, sporco di sangue e di pioggia, lo fissò per un attimo e lo annusò. Il bambino smise di piangere. Lo annusò ancora, e ancora, e ancora. Minuti lunghi come una canzone, per cercare quell’odore di cui aveva bisogno, che gli serviva per vivere, l’odore della paura.


Dicevano che nella notte s’era sparato nella testa, con la divisa indosso, il pelo lisciato, le medaglie dei morti e della vergogna appuntate vicino a quel cuore di iena. Il sangue sul muro sembrava una medusa o nebulose rosse. A liberarci sarebbero venuti poche settimane dopo, la ritirata aveva lasciato poche cose, quella macchia di sangue sul muro, armi in un magazzino, qualche rotolo di amlire e 50 croci di legno nel campo del notaio Graziani, che tanto era morto con loro, un silenzio che avrebbe accompagnato gli sguardi bassi per troppo tempo. Io sono stato cresciuto da mia sorella che s’era nascosta nella latrina tra le vacche. Che mia madre era una puttana l’ho saputo a dieci anni, così come che la vita me l’ha data morendo. Che mio padre era chiunque l’ho capito un minuto dopo. Mi chiamo Luca e non ho paura.


21 Comments:

Blogger pfp said...

mi hai emozionato
pf

8:50 AM  
Anonymous Anonimo said...

Anche a me.
Emy

10:32 AM  
Blogger Pralina said...

...

1:19 PM  
Anonymous Anonimo said...

ieri per un attimo ho rimpianto il blog, perchè il giorno della memoria deve essere ricordato... deve rimanere dentro di noi... fisso.
poi ho letto questo, e ho rimpianto di nn averlo scritto io.
Dire che sn senza parola credimi è poco.
Niobe

2:01 PM  
Blogger daniela said...

Io non lo posso sapere com'era, ma ho sempre immaginato che fosse proprio come lo descrivi tu. L'odore della paura.

6:03 PM  
Anonymous flounder said...

andava qui, sì.
mi sono ri-commossa, pur avendolo ri-letto non più di due settimane fa.

2:26 AM  
Anonymous katiuuuscia said...

tu devi assolutamente scrivere un libro, una sceneggiatura. tu sei uno dei pochi che sa inventare e raccontare storie.
anche io, me lo ripeto come un mantra, che nonhopaura

2:28 AM  
Blogger gipsyqueen said...

E' splendida questa storia, hobbs. Ma l'avevi già postata?

11:39 AM  
Blogger hobbs said...

@pfp: rscrivendolo e rileggendolo, ha fatto lo stesso effetto anche a me...

@emy: siamo in tre insomma :)

@niobe:ritrovale queste parole, e torna a scrivere, che buoni motivi per farlo ce ne sono tanti...

@daniela: anche io, non posso che immedesimarmi, e sperare di comprendere...

@katiuuuscia: grazie, per le belle cose che mi dici, veramente. e poi, proviamo a non avere paura insieme, che mi pare una cosa bellissima no?..

@gipsy: si, lo avevo postato nel luglio del 2005, ma a distanza di tempo, rileggendolo, ho sentito l'esigenza di cambiarlo, riscriverlo, senza snaturarne il significato e la forza, chiedendo aiuto anche a chi, molto meglio di me sa scrivere...

1:05 PM  
Blogger hobbs said...

@flounder: flò, questo adesso è anche un po tuo, come vedi i tuoi suggerimenti sono stati preziosissimi, e questa "nuova" versione ha un po del tuo respiro. Due dediche in una settimana sarebbero state troppe, lo so, come il tuo imbarazzo, però...:)

1:08 PM  
Anonymous fotoreportress said...

Perché di odore si tratta, quello che i bambini nella loro innocenza sentono più forte. Loro non si limitano al puzzo di un singolo carnefice, inalano senza distinzione il fetore ignobile di un intero popolo. Un popolo che, purtroppo per loro, non era pazzo, come non era pazzo Hitler.

2:19 PM  
Anonymous Sgnapis said...

Anch'io ho meno paura se al mondo esistono cose belle come questa.

10:55 PM  
Blogger hobbs said...

@fotoreportress: come hai ragione, il termine follia, viene spesso "prestato" ad azioni aberranti, mostruose, incomprensibili. credo che dipenda dalla difficoltà o incapacità di comprendere certi abomini, ma io penso che esista il male e che con la follia e la pazzia abbia ben poco a che spartire, e credo anche un altra cosa, i morti, non sono tutti uguali.

11:51 PM  
Blogger hobbs said...

@svirgola: :) grazie, sempre molto buona con me, ma, sarebbe stato meglio non l'avessi scritta mai...

11:52 PM  
Anonymous Anonimo said...

ci sono scritti che vanno letti
in silenzio

e ci sono fatti che vanno ricordati
e si vorrebbe gridare

grazie
free

9:55 AM  
Anonymous Anonimo said...

sul male e la follia..
anche se capita di vederli a braccetto
alla meta ci arrivano soli

free

10:02 AM  
Anonymous dessd said...

emozionata

11:19 AM  
Blogger hobbs said...

@free: si, ogni modo è buono, purchè non si dimentichi...

@dessd: pure io :).

12:51 PM  
Anonymous sgnapisvirgola said...

Sono giusta lo sai perchè sei molto bravo. E purtroppo la tua bravura come quella di altri, può aiutarci a sopportare meglio la parte oscura che è in ognuno di noi e ve ne siamo immensamente grati. Ma non la farà sparire, mai.
Purtroppo.
Per questo ancora e ancora, altri hobbs scriveranno della loro paura.
Ho appena visto Schindler's list.
Lo riguardo sempre con piacere.

12:19 AM  
Anonymous Anonimo said...

Molto bravo, indubbiamente.
Hai dei numeri, Mr. Hobbs, e lo dimostri con le parole ed i disegni.
Barbara

1:36 PM  
Anonymous zak said...

bellobellobello.
assaje.

4:44 PM  

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