domenica, novembre 24, 2013

[blu]














C'è una leggenda antica che parla del fare cose senza aspettarsi nulla in cambio, ma io non c'ho mai creduto. Io so, che certi gesti d'amore sono richiami di balena, alfabeti misteriosi come cerchi nell'acqua udibili fino a miglia nautiche di distanza, suoni che partono dal mantice delle costole passando per la gola e che attraversando gli elementi tracciano rotte di desideri, aspettative, ricordi, odori, quello che è stato e quello che vorremmo che fosse, promesse. Ma se la risposta a questo richiamo è un silenzio, restiamo solo migratori solitari in compagnia di un eco.

4 Comments:

Blogger amanda said...

impensabile il gesto d'amore senza sperare di essere ricambiati, a costo distordirsi nell'eco

7:57 AM  
Blogger albafucens said...

Il nostro cuore, si emoziona, pulsa nostro malgrado... le persone ci abitano [dimorano in noi], a volte entrano sottovoce, in punta di piedi, altre, invece, dirompono, ma quasi sempre, in entrambi i casi, semplicemente ce le ritroviamo dentro, quasi senza rendercene conto, senza deciderlo... “al cuor non si comanda”, è un muscolo involontario, non possiamo impedirgli di battere...

Ma le leggende, sono come i sogni, se smetti di crederci, svaniscono, leggenda deriva da legendus, légende, “cose da leggersi”, e per poterlo fare, servono quindi occhi, orecchie, che siano disposte ad accoglierli, custodirli

I sentimenti sono un po’ come i messaggi in bottiglia, li affidiamo al mare della vita, non sempre la rotta è sicura, a volte naufragano, si arenano, altre, invece, arrivano a destinazione, ma non possiamo smettere per questo di respirare...

... perché il cuore, non si interroga mica se sia giusto o sbagliato, se i nostri gesti, richiami, giungeranno o meno in porto, se avranno o meno un riscontro, il nostro cuore, non ci chiede permesso quando decide di battere, emozionarsi, risponde alle arcane leggi delle alchimie, un linguaggio del quale non abbiamo alcuna padronanza, perché è dominato dai sensi, che rispondono a “comunicazioni” non scritte, né verbali, tantomeno che si possono comprendere, spiegare, sviscerare, razionalizzare, perchè nascono spontanei, sono indipendenti, e così, può capitare che sì, siano dei migratori solitari, ma come l’eco, a volte ci ri-tornano indietro.




8:19 AM  
Blogger albafucens said...

dimenticavo, nonostante contenga "forse" l'espressione come dire... di un disincanto, è davvero un bellissimo scritto questo [blu], hai saputo dare voce alle emozioni in modo molto poetico, profondo, suscitano delle immagini molto forti, intense, le metafore con le quali ti sei espresso: i richiami di balena... udibili a distanza, i suoni che tracciano rotte... c'è un po' di tempesta, dentro, ma è bellissimo.

8:28 AM  
Anonymous Anonimo said...

...eppure, a volte, il nostro bisogno non e' avere una risposta.
E' chiamare.
E anche il silenzio e' una risposta, magari l'unica che non vogliamo sentire...
Poi, un giorno, dopo tanti echi e tanta solitudine ci si trova a richiamare ancora.
E ancora.
E.

11:06 PM  

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