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mercoledì, maggio 27, 2015

[empire state building '33]




















Ora dovrei spiegare cosa vuol dire essere un gorilla. Cento chili di stupidità dentro una giacca abbottonata stretta, e soprattutto, piedi prensili. E anche, uno sguardo così umano da sembrare vero, proprio così. E come fai tu, a non specchiarti in qualcosa che ti somiglia così tanto, in cui ti riconosci appena oltre le sbarre? E allora non ti incazzare e sorridi, se ogni tanto meno qualcuno e raddrizzo torti come i tubi di piombo in questo circo a tre piazze, perché io proprio non resisto sai, è più forte di me. Che poi tu riesci a calmarmi il cuore con la mano, o passandomi sotto al naso il frutto dove la gente scivola e tutti ridono virati seppia. E poco importa se alla fine sarò li, sui titoli di coda a battermi i pugni sul petto oltre il centesimo piano. Ruggire ai biplani nel vento è niente, bambina mia, e la bellezza poi, figurarsi. Ma io, soffro di vertigini, ecco.



7 commenti:

  1. tutta la mia comprensione al peloso

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  2. amanda: e come si fa... :)

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  3. attenti al gori-iii-iii-illllà ...!

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  4. i tuoi scritti al di là dello stile originale, primitivo... da intendersi nel migliore dei significati: come intrinseco... viscerale sanno sempre emozionare, stupire, far sorridere, riflettere e tanto altro

    p.s.
    non da meno lo sono i tuoi disegni

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  5. albafucens: "primitivo" è da intendersi anche nel peggiore, si fidi... :)

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  6. beh essere primitivo non sempre è un difetto se non erro, c'è ad esempio il vino primitivo che credo sia pregiato

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