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martedì, luglio 08, 2014

[foto 90/ con destrezza]



È questo, alla fine. Chiedersi con poca voce se sia stato più coraggioso non cambiare [e questo ti ha permesso di riconoscermi senza fatica] o diventare altro, e non parlo del trucco pesante o di un vestito che non ti somiglia, che non ricorda [ed io ho dovuto guardarti a lungo, invece]. [Ma] essere complici, per te, era sincronizzare gli orologi fuori dalla banca e farmi fare il palo tutte le volte che mi fregavi [al mattino], che origliare la combinazione a chi parla nel sonno e t'ama, senza passamontagna, senza vergogna, è roba da professionisti. "Roba che non si dimentica sai, come andare in bicicletta" dicevi aggiustandoti i fianchi nel raso, dopo. È questo alla fine. Sapere oggi come allora, che mi ruberai tutti gli sguardi senza restituirmene nemmeno uno. E nel dubbio, bambina, lascio il motore acceso.

5 commenti:

  1. solo le cose prestate (a volte) si restituiscono. quelle rubate no.
    talvolta le puoi ritrovare, al limite, al banco dei pegni (d'amor perduto).

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  2. Anonimo12:08 AM

    ...si', meglio lasciare il motore acceso.
    Meglio avere un piano di riserva.
    Meglio tenersi una via di fuga sempre aperta...

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  3. elena: quanto hai ragione...

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  4. anonimo/a: se fai il palo, è meglio di si..

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  5. Anonimo10:47 PM

    eh, gia'! Tu avvisi gli altri...ma che avvisa te??

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