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venerdì, maggio 19, 2017

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Succede. Succede quando sono stanco a volte, o distratto. Ma succede insomma. Succede che poso le chiavi al solito posto e ti cerco con lo sguardo, cerco le tue cose in giro, un maglione o la boccetta del profumo, un capello persino. A volte dico cose come "Sono a casa amore" o anche "Oggi è andata bene" oppure ti parlo di Stefan, di Anna, dell'ennesima bega condominiale. Poi ti chiedo di tua madre, e mi pare che tu faccia un gesto che più o meno sembra dire "Lascia stare". Mentre preparo qualcosa, a volte, sono quasi sicuro che mi abbracci da dietro poggiando l'orecchio attento sulla mia schiena mentre vai a tempo col battito e intrecci le dita intorno alla mia vita, tutta. Allora ti dico che ci riesci solo tu e la cinta che mi hai regalato per natale e ha due buchi in più, quella" mi pare anche che sorridi sai, mentre la luce del frigo mi illumina a giorno. A volte è il tuo odore negli armadi o in una sciarpa, è così che succede sai, accade senza un motivo apparente. Non è la sedia vuota, o le due tazzine da caffè sporche che vedo nel lavabo e nemmeno la polvere che danza luminosa dietro la finestra e non è neanche maggio, credimi. Non è niente di tutto questo. Succede e basta, succede almeno finché non ricordo che non esisti. Forse, dovrei prendere un gatto. Che ne pensi?

7 commenti:

  1. Ok ma niente figli eh...
    Perché come disse Mark Twain: "se fosse possibile incrociare l'uomo con il gatto, la cosa migliorerebbe l'uomo, ma di certo peggiorerebbe il gatto."
    Niente di personale eh! ;)

    (l'ho appena letta al salone del libro :)

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  2. 'Spetta che faccio un giro e torno perché qualcosa mi sfugge

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    Risposte
    1. Ora che ci penso sa un po' di Rocco Schiavone di Manzini

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  3. elena: sottoscrivo, il gatto in ogni caso è un essere superiore...

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  4. Amanda: Non so chi sia questo Manzini, quindi spero sia un complimento...

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